La tecnologia del clipping raccontata da Poly-clip System a Interpack 2026 propone un imballaggio che occupa dall'1 al 2% in peso, contro il 35% di alcune soluzioni convenzionali. Meno materiale, meno scarti, meno emissioni. Soluzioni di imballaggio compatte riducono i consumi energetici in produzione, abbattono i costi logistici grazie a formati più razionali. La nuova macchina ICA 4.3 di Poly-clip System, inoltre, consuma il 10,7% di energia in meno rispetto a un modello del 2003, mantenendo prestazioni elevate. È un ulteriore elemento per il calcolo del TCO.
Per i produttori di acciaio, banda stagnata e vetro: il confronto è aperto
La ricerca indipendente condotta da Circular Analytics (Vienna, dicembre 2025) su commissione di Poly-clip System offre dati comparativi utili: rispetto a imballaggi convenzionali come lattine in banda stagnata, cartucce per ricariche o vaschette termoformate, il clip packaging riduce le emissioni di CO₂ fino al 90%. Un divario significativo, che non dipende solo dal materiale ma dall'intero sistema: produzione, riempimento, trasporto e smaltimento. I produttori di acciaio e vetro sono di fronte alle sfide di processo e di prodotto (alleggerimento delle pareti, ottimizzazione dei cicli di cottura e fusione, sviluppo di nuove leghe o composizioni vetrose con minor impatto energetico): il confronto con le soluzioni alternative può diventare uno stimolo all'innovazione, non una minaccia.
Per gli operatori del riciclo
Le soluzioni di clipping presentate a Interpack 2026 puntano nella direzione ‘monomateriale’ e della riduzione degli additivi. Il rivestimento SafeCoat® delle clip, ad esempio, è pensato per ridurre l'usura meccanica e allungare la vita della macchina, ma anche per semplificare il processo di separazione.




