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ANBI / Agricoltura e ambiente in Lombardia

La mappa dei progetti finanziabili

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I Consorzi di Bonifica e Irrigazione rappresentati da ANBI realizzano progetti strategici finanziati dal Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI) anche nella seconda regione in Italia per fondi ottenuti, la Lombardia, che candida interventi per quasi 500 milioni nell'avviso 2025.
Il punto della situazione progettuale lombarda è stato fatto lo scorso 5 marzo presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, proprio dove è custodito il Codice Atlantico di Leonardo, molti fogli del quale presentano studi sul comportamento dinamico dell'acqua, e dove si trova il dipinto L'allegoria dell'acqua di Brueghel il Vecchio, e proprio in una città il cui nome significa 'terra di mezzo' tra fiumi. (nella foto da sinistra Alessandro Rota, presidente ANBI Lombardia, e Massimo Gargano, direttore generale ANBI Nazionale)

Al centro dell'incontro, i risultati e le prospettive del PNIISSI, lo strumento con cui il governo finanzia la modernizzazione delle grandi infrastrutture idriche. Il piano punta a costruire nuovi serbatoi di accumulo, potenziare le reti di distribuzione e prevenire la siccità attraverso investimenti strutturali.


I numeri del 2023: Lombardia seconda in Italia
Con l'avviso 2023 del PNIISSI sono state presentate a livello nazionale 418 proposte progettuali per un investimento complessivo di 12 miliardi di euro. La Lombardia ha partecipato con 14 interventi, tutti giudicati ammissibili a finanziamento per un importo complessivo richiesto di oltre 300 milioni di euro.
Nel primo stralcio di finanziamento, lo Stato ha stanziato a livello nazionale 957 milioni di euro per 75 interventi. Alla Lombardia ne sono andati 83 milioni, sufficienti a finanziare 6 progetti: quattro gestiti dai Consorzi di bonifica (Est Ticino Villoresi, Media Pianura Bergamasca, Garda Chiese e Navarolo), uno affidato al Consorzio dell'Oglio per 8,4 milioni, e uno destinato alle opere di regolazione del Lago d'Idro per 5,9 milioni. La quota lombarda ha rappresentato il 17,3% del totale nazionale assegnato, collocando la regione al secondo posto in Italia.

L'avviso 2025: quasi mezzo miliardo, due terzi già cantierabili
Con l'avviso pubblicato il 22 ottobre 2025, la Lombardia ha presentato più progetti: 22 nuovi – 21 dai Consorzi di bonifica e uno dal Consorzio dell'Adda – per un importo complessivo richiesto di quasi 495 milioni di euro. Il dato più significativo è che il 67% di questi fondi, pari a oltre 333 milioni, riguarda interventi già in fase esecutiva e immediatamente cantierabili.
"Ben il 46% dei progetti inseriti nel PNIISSI afferisce alla capacità operativa dei Consorzi di bonifica, rimasti gli unici uffici di progettazione di area vasta sul territorio" ha sottolineato Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI nazionale, ricordando anche le due grandi proposte di sistema: il Piano Nazionale di Efficientamento della Rete Idraulica e il Piano Nazionale Invasi, quest'ultimo elaborato con Coldiretti e già corredato da 400 progetti esecutivi per nuovi bacini di accumulo.

ANBI Lombardia
Agricoltura e Ambiente
Il sistema irriguo lombardo è l'infrastruttura invisibile che regge uno dei comparti agroalimentari più importanti d'Europa. Senza una rete efficiente di canali, chiuse e serbatoi, non esisterebbe il Parmigiano Reggiano prodotto nelle province lombarde, non esisterebbe il riso della Lomellina, non esisterebbero i grandi allevamenti zootecnici che alimentano filiere lattiero-casearie da miliardi di euro. La manutenzione e il potenziamento di queste reti non è quindi solo una questione tecnica: è una politica industriale.


Sul fronte ambientale, i benefici si moltiplicano. Una rete idrica efficiente riduce le dispersioni - in certi tratti fino al 30% dell'acqua prelevata si perde prima di raggiungere i campi - e consente di accumulare acqua nei periodi piovosi per redistribuirla in estate, riducendo strutturalmente l'impatto della siccità. I canali storici, inoltre, sono ecosistemi acquatici che ospitano biodiversità, filtrano le acque superficiali e contribuiscono alla qualità delle falde sotterranee.
Il ruolo dei Consorzi di bonifica - enti di diritto pubblico che gestiscono il territorio per conto degli agricoltori - si conferma dunque insostituibile: sono l'unico soggetto in grado di coniugare competenza tecnica, conoscenza capillare del territorio e capacità di accedere ai finanziamenti europei e nazionali.