Aperta fino a fine 2025, una mostra tematica sull'arte orientale delle porcellane e delle lacche organizzata dal MAK di Vienna ha permesso di apprezzare anche un uso inedito e originale del concetto di 'cassa' industriale per il trasporto delle opere d'arte. La nostra lettura parte dall'apprezzare l'evidenza del materiale ligneo utilizzato grezzo con segni di allestimento, di non finito nelle pennellate di tempera bianca. I telati di conifera reggevano lastre di vetro la cui funzione, oltre a proteggere ma mostrare, erano di supporto a didascalie scritte a pennarello. Il sistema di vetrine trasmetteva il senso della cassa in legno appena aperta e guidava il visitatore creando corridoi di visita. Protezione a basso costo ma efficace, con materiali e strutture riutilizzabili. La mostra rivela il sottile confine tra espositore, imballaggio e vetrina. Il minimalismo esaltava la ricercatezza di materiali, forme e colori dell'arte asiatica e ci ricorda che i popoli dell'est si alimentano da secoli di arte e design, prima ancora dell'arte occidentale di matrice 'greca' e romana. Uno spunto per ripensarli come futuri grandi mercati nell'ottica delle PMI italiane specializzate nel 'bello'.
A seguire, alcuni esempi dell'originale allestimento.






