Una progettualità a metà: nel Rapporto Ambientale approvato dalla Fondazione Milano Cortina 2026 per i giochi olimpici invernali, buono l'impegno e gli obiettivi di economia circolare: infatti, per esempio, sul fronte delle strutture emerge la valorizzazione dell'edilizia in legno, e i programmi di riuso di arredi e installazioni, ma sul fronte invece dei consumi di prodotti l'approccio è improntato perlopiù al riciclo.
Nell'anno in cui entra in vigore il Regolamento 40 - 2025 su imballaggi e rifiuti da imballaggio, ci si sarebbe aspettati maggiore creatività progettuale e impegno da parte degli organizzatori. Legittima, dunque, l'aspettativa che si fossero favorite iniziative di prevenzione dei rifiuti connessi ai prodotti di largo consumo negli 8 Comuni italiani coinvolti, non di gestione degli stessi una volta prodotti.
Per quanto riguarda il packaging di alimenti e bevande, mancano progetti di riduzione alla fonte e di riutilizzo, nonostante fra i partner si annoverino aziende e consorzi importanti come Esselunga, Coca-Cola, Corona, P&G, Grana Padano, Prosecco Doc, Sudtirol, Trentino. Se fossero stati previsti progetti di riutilizzo, essi avrebbero avuto un alto valore formativo ed educativo. Tali progetti avrebbero avuto grandi possibilità di implementazione dal momento che l'accesso alle manifestazioni sportive presenta costi al pubblico non sostenibili dal punto di vista economico, ma di entità sufficiente a compensare eventuali maggiori costi dei progetti di sostenibilità ambientale.






