Le attuali condizioni del contesto internazionale, caratterizzato da incertezza e stagnazione della domanda, influenzano anche il comparso delle tecnologie per il legno, come evidenziano gli ultimi dati dell’analisi congiunturale dell’Ufficio studi di Acimall sul terzo trimestre del 2026.
L’indagine, realizzata ogni tre mesi su un campione rappresentativo, racconta che nel periodo luglio-settembre 2026 gli ordini sono cresciuti dell’1,2% rispetto allo stesso periodo 2025, contro il 5,3 del trimestre precedente. L’estero ha fatto segnare una crescita della domanda di “made in Italy” dell’1,7% (contro il 12,3% dell’aprile-giugno 2026), mentre gli ordini dal mercato interno sono diminuiti dello 0,7% rispetto allo stesso trimestre 2025, un dato certamente più “incoraggiante” del meno 12,3% registrato nell’aprile-giugno.
Il portafoglio ordini si attesta a 3,6 mesi (era 3,5 lo scorso trimestre), a fronte di una significativa ripresa dei prezzi, che dal primo gennaio di quest’anno sono cresciuti del 4,3% (3,5% al 30 giugno scorso). L’indagine qualitativa rivela che il 24% del campione registra una crescita della produzione (era il 18% nei tre mesi precedenti), il 41% attraversa una stagione di sostanziale stabilità (59% nell’aprile-giugno), mentre il 35% dichiara una diminuzione (23% tre mesi fa).
Stabile l’occupazione (88% del campione), in crescita per il 6% e in diminuzione per la stessa percentuale. Le giacenze sono stabili per il 65% del campione, in aumento per il 18 e in calo per il 17%. L’indagine previsionale dipinge le aspettative del settore per i mesi che ci separano dalla fine del 2026: il 65% del campione si pronuncia per una stagione “stabile” per gli ordini interni (il 23% si attende una diminuzione e solo il 12% una crescita); una stabilità che scende al 53% per gli ordini esteri, che saranno invece in aumento per il 18% del campione e in diminuzione per il 29% .






