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Imballaggi

Speciale Puglia / La sfida del PPWR: i mercati non sono tutti uguali

Non facile il compromesso fra esigenze commerciali e ambientali: la soluzione nasce sempre da una collaborazione di filiera

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Granoro packaging della pasta

Obiettivo efficienza su più fronti: materiali d’incarto e imballaggi secondari e terziari, risorsa idrica in una regione storicamente ‘avara’, consumi energetici importanti per il tipo di attività. Sono queste le tre aree ‘calde’ dove Pastificio Attilio Mastromauro Granoro srl è impegnato a prevenire, ridurre e riutilizzare. La redazione di COM.PACK ha chiesto un quadro complessivo della gestione a Giandomenico Marcone, responsabile acquisti e packaging di Pastificio Attilio Mastromauro Granoro srl.

granoro packaging PPWR
Ad agosto 2026 diventerà applicativo il PPWR-Regolamento 40-2025 sul Packaging: quale aspetto vi preoccupa maggiormente?
Siamo pienamente consapevoli dell’entrata in applicazione del PPWR e lo stiamo già monitorando con attenzione, perché rappresenta un cambiamento strutturale per tutto il settore. L’aspetto che ci preoccupa maggiormente è la riciclabilità effettiva degli imballaggi, in particolare quei formati che oggi rispondono a esigenze tecniche e di marketing ma che, in prospettiva, potrebbero essere rivisti in ottica di protezione del prodotto (shelf life e sicurezza alimentare) e di riciclabilità reale su scala industriale. Inoltre, resta un tema aperto: quello della disponibilità di materiali riciclati idonei al contatto alimentare, che sarà cruciale nei prossimi anni.

Quali progetti o soluzioni di packaging per risparmiare materiali d’imballaggio, riutilizzare imballaggi o facilitare il riciclo avete attuato negli ultimi 12 mesi?
Nel corso dell’ultimo anno, abbiamo lavorato su più direttrici: in primis, sull'ottimizzazione degli imballaggi primari in plastica e in carta, orientandoci verso strutture sempre più mono-materiale per facilitare il riciclo. Abbiamo investito nella riduzione degli spessori, dove possibile, mantenendo invariati gli standard qualitativi e di produttività sui nostri impianti. Infine, ci siamo dedicati alla revisione degli imballaggi secondari in cartone ondulato, con l’obiettivo di ridurre peso e i volumi senza compromettere la resistenza logistica. Parallelamente, abbiamo avviato attività di analisi interna ed esterne (con i nostri fornitori) sulla riciclabilità dei nostri packaging in conformità al PPWR.

granoro packaging PPWR
Ci sono uno o più casi in cui avete collaborato con i fornitori oppure i clienti per migliorare le prestazioni dell’imballaggio?
Si, il tema del packaging sostenibile lo stiamo affrontando in stretta collaborazione con i nostri partner. In particolare, con i fornitori di materiali stiamo lavorando allo sviluppo di film più facilmente riciclabili, riducendo la complessità delle strutture e con i clienti, soprattutto dei mercati esteri, ci confrontiamo per trovare soluzioni che rispondano sia alle esigenze ambientali sia a quelle commerciali. Queste collaborazioni sono fondamentali, perché la transizione richiesta dal PPWR non può essere gestita in modo isolato ma lungo tutta la filiera. Giandomenico Marcone, Responsabile acquisti, spiega che la collaborazione con NolPal per il pallet pooling con EPAL si inserisce in una visione di filiera sempre più orientata all’efficienza, alla tracciabilità e alla conformità normativa. In questo contesto, il pallet pooling rappresenta una leva strategica: non solo ottimizza la gestione dei flussi logistici, ma consente anche di rispondere in modo strutturato alle nuove disposizioni introdotte dal PPWR e dalla Legge 182/2025 sull’interscambio pallet. Poter contare su un sistema organizzato di riuso, con standard qualitativi, rotazioni controllate e restituzione tracciata, significa rafforzare al tempo stesso competitività, sostenibilità e presidio operativo lungo tutta la catena del valore.

granoro packaging PPWR
Nell’ambito dell’esportazione verso UE o Extra-UE avete riscontrato problemi o criticità sul packaging che vorreste risolvere? Se sì, quali?
Sì, operando su più mercati riscontriamo alcune criticità. In ambito UE, la principale difficoltà è legata all’eterogeneità dei sistemi di raccolta e riciclo, che rende complesso garantire che un imballaggio sia effettivamente riciclabile in tutti i Paesi allo stesso modo. Nei mercati extra-UE, invece, il tema è spesso legato a requisiti normativi diversi o meno allineati. Questo rende necessario progettare imballaggi che siano versatili, ma allo stesso tempo compatibili con le future richieste europee.

granoro risorsa idrica
Avete attuato interventi di miglioramento dei consumi/e missioni idrici ed energetici significativi?
Il pastificio Granoro ha, da molti anni, avviato un processo di miglioramento continuo per tutte le matrici ambientali ed energetiche. In particolare, per quanto riguarda i consumi idrici, l’azienda monitora in continuo la quasi totalità dei consumi di acqua per le diverse utenze interne. L’opificio usa essenzialmente l’acqua in ambito produttivo per la produzione di pasta secca, l’impasto, e per la pulizia delle relative attrezzature. Il secondo utilizzo, tipico di un’azienda alimentare è quello igienico/sanitario, dai bagni e spogliatoi per i dipendenti. Infine, l’uso irriguo: irrigare tutte le aree a verdi esterne, particolarmente importanti per abbattere anche l’impatto della matrice ambientale ‘rumore’ nei confronti dei ‘ricettori’ esterni, i cittadini.
Tutte queste utenze vengono regolarmente monitorate e sono soggette ad obbiettivi annuali di riduzione. Inoltre, abbiamo da tempo iniziato a recuperare l’acqua meteorica per soddisfare la quasi totalità della richiesta idrica irrigua. Tutti i piazzali e le coperture dei capannoni del pastificio convogliano l’acqua derivante da eventi atmosferici in vasche di raccolta appositamente realizzate. Le stesse grigliano, dissabbiano e disoleano l’acqua meteorica prima di conferirla in delle vasche finali pronte per il riutilizzo irriguo.

granoro risorsa idrica
Come viene monitorata la risorsa idrica?
Analisi chimiche molto specifiche, condotte in autocontrollo, ci permettono di monitorare tutta l’acqua utilizzata e successivamente smaltita per entrambe le tipologie di conferimento. Le acque meteoriche raccolte e successivamente utilizzate per l’irrigazione aziendale, vengono controllate con analisi chimiche specifiche per dimostrare la totale assenza di elemento nocivi, in conformità ai parametri richiesti dal D.Lgs 152/06.

Come gestite le acque reflue?
Gli scarichi industriali di un pastificio derivano essenzialmente dalla pulizia delle attrezzature produttive e, quindi, contengono per la quasi totalità semplicemente materiale organico: impasto di acqua e semola. Vengono convogliate in un depuratore biologico prima del conferimento nella rete di smaltimento pubblica. Anche questa tipologia di acqua viene monitorata costantemente secondo il D.Lgs 152/06. Per questa tipologia di refluo, così come per le acque meteoriche, le analisi chimiche sono più approfondite rispetto alle richieste legislative, trattandolo, di fatto, come se fosse uno scarico in falda.

Siete più garantisti dei parametri di legge?
Da oltre 12 anni, la nostra azienda è soggetta alle prescrizioni restrittive dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che impongono attenzione molto elevata su tutte le matrici ambientali, non solo quelle idriche. In maniera del tutto volontaria, manteniamo, con elevati standard, certificazioni ambientali ISO 14001 ed EMAS.

Avete sfruttato lo strumento Transizione 5.0? Se sì per quali processi?
Tutti gli ultimi investimenti realizzati e/o pianificati sono stati progettati e contrattualizzati in conformità al decreto Transizione 5.0. Le tecnologie adottate, ove possibile, rispettano gli obbiettivi imposti in termini di efficientamento energetico: i processi coinvolti dai nuovi investimenti hanno ridotto e-o ridurranno l’energia assorbita di diversi punti percentuali in funzione della produzione effettiva. Sfortunatamente, nonostante tutte le pratiche inviate al GSE abbiano soddisfatto i requisiti e siano state accettate, abbiamo preferito non procedere con questo strumento, ritenuto poco valido date le continue modifiche introdotte dal governo. Si sottolinea che le modifiche appena citate sono state fatte e rese attuative senza alcun preavviso nel giro di poche ore, spesso a ridosso di giorni non lavorativi. Inoltre, le modifiche sono state effettuate quasi al termine del periodo di realizzazione degli interventi, quindi, a posteriori. Ancora oggi, a distanza di molti mesi, si continua a parlare di modifiche e tagli al bonus Orsini ‘Transizione 5.0’. Lo strumento purtroppo non è valido. Il Pastificio Granoro, nonostante non abbia più sfruttato lo strumento in oggetto, è attivamente impegnato nel continuo processo di efficientamento energetico, misurando e rendicontando ogni utenza energetica ed implementando sempre nuove soluzioni a maggior efficienza, come si può facilmente evincere dalla Diagnosi Energetica.