PFAS, sicurezza alimentare, conformità e lightweighting sono quattro aspetti fra i più complessi e d’impatto per l’imballaggio ortofrutticolo primario e secondario. Su questi temi oltre 30 delegati di 18 aziende leader della filiera ortofrutticola, insieme a Coop Italia e Fruitimprese, si sono riuniti a Lucca il 16 giugno per il primo Morning Food Safety Pack organizzato dal Consorzio Bestack.
Per aiutare il comparto a comprendere e gestire la norma, il Consorzio nazionale dei produttori di imballaggi in cartone ondulato per ortofrutta ha riunito presso Lucense, il Centro Qualità Carta di Lucca, laboratorio di riferimento nazionale per la ricerca e le analisi sugli imballaggi a base cellulosica, un incontro di aggiornamento tecnico dedicato alle direzioni qualità, acquisti, materiali e packaging del settore ortofrutticolo e della grande distribuzione organizzata. Erano presenti Agrintesa, Apofruit Italia, Battaglio, Bonomo, Finagricola, Ioppì, I Frutti di Gil, Consorzio Melinda, Naturitalia, OP Primo Sole, Orogel Fresco, OP Rosaria, Peviani Group, Gruppo Rivoira, Salvi, Spreafico, Granfrutta Zani e CICO Mazzoni, insieme a Fruitimprese e Coop Italia. Tuttoambiente.it ha fatto da supporto normativo.
La giornata si è articolata in quattro moduli tecnici. Il primo è stato dedicato all'inquadramento normativo e alle prove legate alle prestazioni degli imballaggi, mentre il secondo ha approfondito il tema della conformità degli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il terzo modulo è stato dedicato alle certificazioni Bestack, che attestano le prestazioni e l'alimentarietà delle packaging in cartone ondulato per ortofrutta. La sessione conclusiva ha infine affrontato le principali novità introdotte dal PPWR e gli impatti delle nuove disposizioni europee sulla filiera ortofrutticola.
Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse figura l'articolo 5 del PPWR, che introdurrà limiti più stringenti per la presenza di sostanze pericolose negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Particolare attenzione è stata dedicata ai PFAS e, più in generale, alla conformità dell'intero sistema packaging, compresi componenti quali inchiostri, adesivi e trattamenti superficiali, che richiedono verifiche e documentazione adeguate per attestare il rispetto dei requisiti normativi.
Nel comparto ortofrutticolo le certificazioni Bestack e Vaschette Bestack sono strumenti gratuiti messi a disposizione della filiera da parte del settore della produzione di cartone ondulato: rappresentano una soluzione consolidata in termini di protezione del prodotto, alimentarietà, riciclabilità, rispetto degli obblighi normativi e prolungamento della shelf life dell’ortofrutta. Fatti e dati sul riciclo di carta e cartone in Italia completano il profilo di riciclabilità di questa classe di packaging. Tra le novità più rilevanti del regolamento anche il principio della minimizzazione dell'imballaggio, che punta a ridurre l'impiego di materiale e lo spazio vuoto nelle confezioni (non potrà superare il 50%). Per il cartone ondulato questo si traduce in una spinta verso il lightweighting e l'ottimizzazione dei volumi.
La nuova responsabilità della filiera
Tra i temi centrali del seminario è emersa la crescente importanza della documentazione tecnica a supporto della conformità degli imballaggi. “Il PPWR rafforza infatti l'attenzione su tracciabilità, verifiche e responsabilità degli operatori della filiera" – spiega il direttore di Bestack Claudio Dall’Agata – Un tema già molto attuale in alcuni mercati europei, a partire dalla Germania. Qui diverse insegne della GDO, tra cui Lidl, Rewe, Aldi Nord, Wasgau e Norma, hanno infatti richiamato i propri fornitori di private label alle responsabilità previste dal nuovo regolamento, sottolineando come la conformità degli imballaggi coinvolga direttamente sia gli utilizzatori sia i produttori di packaging”.
Le sfide dei prossimi anni
Il primo seminario organizzato da Bestack ha messo in luce l'importanza della formazione e del confronto con i responsabili acquisti nell'ambito del packaging per ortofrutta, sottolineando come la conoscenza tecnica sia fondamentale per orientarsi in un sistema normativo sempre più complesso e stringente. “Rispettare la normativa e disporre delle evidenze necessarie per dimostrarlo non rappresenta soltanto un obbligo, ma può diventare un vero vantaggio competitivo rispetto a chi non è preparato ad affrontare le nuove regole”, sottolinea Dall'Agata.
Da qui la volontà di trasformare l'incontro di Lucca in un momento operativo, non solo informativo, mettendo attorno allo stesso tavolo produzione, distribuzione e competenze tecnico-scientifiche. “Il nostro compito è dare al mercato strumenti chiari, verificabili e utilizzabili – ha concluso il direttore di Bestack – Così come un veicolo deve avere patente e libretto, anche un imballaggio alimentare deve poter contare sulla documentazione che ne attesti prestazioni, sicurezza e conformità normativa. Sono elementi che non possono essere affidati alla percezione o alla consuetudine, ma devono poggiare su dati, controlli seri e responsabilità condivise”.
Claudio Dall’Agata, direttore di Bestack, sottolinea che la garanzia della prestazione dell’imballaggio è normata dal DM 28/10/1977, il rispetto dei criteri di alimentarietà per il cartone per alimenti dal DM 21/03/73 e successivi aggiornamenti e ora le novità il regolamento UE 2025/40 che ha portato ancora più al centro la responsabilità del produttore ortofrutticolo in materia di imballaggi.
“Con la progressiva introduzione dal 12/8/26 del PPWR la sola novità è il tema della responsabilità in capo agli utilizzatori di imballaggi che devono compilare le dichiarazioni di conformità – spiega Dall’Agata – Ora è anche il produttore che ha la responsabilità degli imballaggi che chiede. E ai produttori è chiesto di comprare imballaggi più consapevolmente di prima”.
Prima, in assenza di controlli, sanzioni e incertezza sulle responsabilità, si usavano certificazioni delle carte, autocertificazioni e dichiarazioni di conformità sulla base dello storico. Ora serve compilare la dichiarazione di conformità ai sensi del 2025/40. “Per farlo – precisa il direttore di Bestack – è necessario disporre di elementi scientifici, analitici e probanti sul rispetto dei parametri di legge forniti da prove di laboratorio. Bestack si occupa di questo per i propri soci e per concedere di apporre i propri marchi. Alla filiera, per rispettare la legge, non viene chiesto un centesimo in più. Controllarsi è un obbligo normativo, Bestack è lo strumento per adempiere la normativa.”






