Oltre 250 operatori logistici si sono ritrovati lo scorso 8 aprile a Milano, presso l'auditorio Giorgio Squinzi di Assolombarda, per condividere i principali contenuti dell'articolo 2 della legge 182-2025 su Misure di Semplificazione in Materia di Interscambio Pallet, e in particolare per raccogliere aggiornamenti e punti da migliorare.
La 'fine dell'incertezza' è stato il messaggio di benvenuto dell'incontro: un sottotitolo 'provocatorio', in quanto una norma nata dalla volontà di più associazioni di por fine ai contenziosi deve necessariamente misurarsi con circa 30 anni di pratiche non esattamente 'buone': si tratta di un periodo lungo di sedimentazione di atteggiamenti sia dolosi sia colposi che hanno coinvolti tutti, nessuno escluso, dai produttori e riparatori di pallet per l'interscambio EPAL all'industria di marca, dalle terze parti logistiche alle centrali d'acquisto.
Dubbi, distinguo e carenze della nuova norma sono state segnalate da più parti, ma ci sono apposta le Linee Guida, un utile ammortizzatore normativo che permetterà le dovute 'aggiunte' e precisazioni col contributo di tutte le parti. Riconosciuto però da tutti è stato il merito dell'impianto normativo: i pallet interscambiabili provvisti di apposito sistema-pallet come EPAL vanno restituiti ed hanno un valore-prezzo in caso di mancata restituzione, esattamente come accade per qualsiasi asset aziendale.
La digitalizzazione del buono pallet si sta già diffondendo ma sarà presto l'unico strumento per gestire l'interscambio in differita; e la legge configura il buono pallet, o voucher, come un titolo di credito esigibile a prescindere.
Un altro merito di questa legge sta nell'aver ribadito il significato economico del pallet interscambiabile e riutilizzabile, strumento accessibile a tutti, dalle multinazionali alle MPMI (micro, piccole e medie imprese). D'altronde, quando EPAL nacque a fine millennio scorso, questa era la sua funzione: raccogliere e perfezionare l'eredità di un analogo sistema precedente, favorire il riutilizzo di un packaging da trasporto a basso costo e che torna disponibile a poca distanza dai luoghi della produzione.
EPAL quindi sinonimo di 'libertà' ma anche di unità europea, considerando che è il pooling aperto più diffuso in Europa e nel mondo. Gli ospiti dell'incontro milanese hanno raccomandato il più importante passo successivo alla legge 182, che si configura come premessa a forme di logistica collaborativa: far adottare la norma a livello europeo.
Promuovere il ricorso a EPAL, aumentare i movimenti nell'unità di tempo, ridurre la distanza fra un utilizzo e il successivo attuano in pieno la norma sugli imballaggi da trasporto contenuta nel Regolamento PPWR (CE n. 40-2025) che entra in vigore ad agosto prossimo.
Hanno partecipato all'incontro rappresentanti di Federdistribuzione e di Selex Gruppo Commerciale, coinvolti nel percorso di messa a punto e approvazione della legge 182, che hanno confermato la volontà di utilizzare la legge come strumento di logistica collaborativa.






