A fronte di uno scenario di mercato complesso, la certificazione bio per i tappi di sughero rappresenta un’opportunità strategica, secondo le analisi di Assoimballaggi. La filiera del sughero conta circa 480 imprese e 2.370 addetti e ha chiuso lo scorso anno con un fatturato in calo del 2,5% secondo i dati di Centro Studi FederlegnoArredo. Un trend in linea con quello degli ultimi due anni, dopo un biennio in crescita. Le esportazioni, che rappresentano il 10% del fatturato totale, valgono 34 milioni di euro, dei quali l’87% riguardano proprio i tappi in sughero che oggi, devono confrontarsi con il calo dei consumi di vino e con sistemi di chiusura alternativi.
Per questo, secondo Assoimballaggi, la possibilità prevista dal Regolamento (UE) 848 di certificare come biologici i tappi in sughero può rappresentare una concreta opportunità di differenziazione competitiva, soprattutto nei mercati a maggiore valore aggiunto, per valorizzare ulteriormente le caratteristiche di sostenibilità e tracciabilità proprie di questo materiale.
“La certificazione biologica dei tappi in sughero – sottolinea Alessandro Canepari, responsabile del Gruppo sughero di Assoimballaggi –* rappresenta un’opportunità strategica per il nostro settore e può risultare strategica in una fase nella quale il comparto è chiamato a confrontarsi anche con chiusure alternative. Per questo motivo, come associazione che rappresenta i principali produttori di tappi in sughero, ci siamo attivati perché questa opportunità si concretizzasse e diventasse uno strumento importante per rafforzare il posizionamento del sughero anche nel segmento biologico. Il valore aggiunto di questa certificazione sta nel fatto che coinvolge l’intera filiera. Non si certifica soltanto il tappo, ma un percorso produttivo, un elemento distintivo che nessun’altra tipologia di chiusura può offrire con le stesse caratteristiche. Motivo per cui le aziende associate ad Assoimballaggi sono pronte a investire nella certificazione e nei processi necessari per cogliere questa opportunità e offrire così al settore vitivinicolo, anche biologico, una soluzione capace di coniugare sostenibilità e competitività*”.
La certificazione non riguarda soltanto il prodotto finale, ma coinvolge anche tutta la catena del valore che deve rispondere a requisiti rigorosi lungo tutto il percorso produttivo: dalla gestione delle sugherete e dei terreni di coltivazione, alle pratiche agronomiche seguite, dalla raccolta della corteccia, fino alle successive fasi di trasformazione e produzione industriale, garantendo così una completa tracciabilità del tappo in sughero, che entra di diritto a far parte di una filiera biologica certificata, coerente con i principi che stanno alla base anche delle produzioni agricole.
“Assoimballaggi - conclude Canepari – accoglie con favore l’opportunità e supporta l’avvio del percorso che consentirà di certificare come biologici i tappi in sughero naturale, una novità destinata ad aprire nuove prospettive di sviluppo per l’intera filiera italiana delle chiusure naturali, confermando il ruolo delle aziende associate nell’innovazione sostenibile applicata alle produzioni agroalimentari e al packaging. Grande soddisfazione da parte degli associati per un riconoscimento che premia il lavoro di anni e conferma ancora una volta la capacità di innovare valorizzando materiali naturali, strettamente legati al territorio”.






