È stato inaugurato nel polo Hera di via Cavazza, a Modena, R3GID, l’impianto di Aliplast(Gruppo Hera) per il riciclo delle plastiche rigide. Erano presenti il ministro dell’Ambiente, il presidente della Regione e il sindaco. L’impianto funziona già da alcuni mesi e a regime tratterà fino a 30mila tonnellate di polimeri l’anno, con 80 addetti.
Investimento: 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 da fondi PNRR
L’impianto recupera HDPE E PP (da scarti produttivi e da RD) sottraendoli anche da termovalorizzazione o discarica. Arrivano dalla raccolta urbana, come materiale post consumo (flaconi, parti di piccoli elettrodomestici, contenitori non imballaggi), e dall’industria, come scarti. Si tratta complessivamente di pallet, cassette, serbatoi e paraurti, arredi, residui della cosmetica.
Il materiale viene diviso per composizione e colore su due linee, poi triturato, lavato, selezionato otticamente ed estruso in granuli. Secondo test interni la purezza supera il 99%, quindi il riciclato può tornare nei settori d’origine: componenti di tv ed elettrodomestici, contenitori per il make-up, parti auto. I riciclati europei cominciano a costare meno di quelli asiatici e del vergine in generale. È un impianto unico nel suo genere in tutt'Europa. Produce pellet subito vendibili, con un piccolo neo: big bag e sacchi poggiano tutti su pallet in legno (non si fidano dei pallet in plastica riciclata?)
Il sito sfrutta gli impianti vicini
Usa l’acqua in uscita dal depuratore, che poi vi ritorna, e l’elettricità del termovalorizzatore. Non è un dettaglio: nel riciclo l’energia vale circa il 30% dei costi di produzione, materia prima esclusa. La CO2 evitata è stimata in 30mila tonnellate l’anno rispetto alla plastica vergine. È un dato di progetto, in revisione con una nuova analisi LCA.
Il contesto normativo spiega la scelta
In Europa la capacità di riciclo delle plastiche rigide è di 3,5 milioni di tonnellate, di cui circa 440mila in Italia. Il regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) ne richiede altri 5,7 milioni entro il 2040, di cui 2 già entro il 2030. Il regolamento sui veicoli a fine vita (ELV) impone nelle auto nuove il 15% di plastica riciclata dal 2032 e il 25% dal 2036. Pesa anche la plastic tax europea: l’Italia versa circa 800 milioni l’anno per gli imballaggi non riciclati. Per Hera, se tutta la produzione di Modena andasse agli imballaggi, il risparmio sarebbe di circa 24 milioni.
I padrini al battesimo
Presenti Guzzini, Stellantis, Davines e L'Oréal. Tutti hanno confermato che è finita l'era dei materiali vergini a tutti i costi e che l'Italia e l'Europa hanno le loro miniere urbane. Guzzini ha detto una cosa importante: spesso il design fà la differenza, nel senso che la bellezza incita al riutilizzo, al recupero e al riciclo.






