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Imballaggi

Pallet in legno / Studio LCA per bancali su misura

L’apporto di carbonio biogenico genera un credito quasi simile per due scenari differenti: azienda integrata con segheria e blocchetti in abete, e azienda che compra tavole già essiccate e usa blocchetti in agglomerato

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lca pallet su misura

Lo scorso 13 aprile Assoimballaggi FLA ha divulgato nel corso di un seminario a distanza i primi risultati di uno studio commissionato ad un gruppo di ricerca dell’Università di Firenze (Dipartimenti DAGRI e DIEF).

Risultati principali
Lo studio LCA ha analizzato due scenari produttivi di un pallet in legno d’abete da 1200 x 800 mm alto 129, uno con blocchetti in abete, l’altro in agglomerato; il primo prodotto da azienda con segheria interna, il secondo da azienda senza segheria. Entrambi gli scenari mostrano per il pallet su misura un credito ambientale complessivo (grazie al carbonio biogenico) a valori molto simili tra loro (circa -18 kg CO₂eq per pallet fra 14 e 12 kg). Le emissioni da combustibili fossili risultano pari a circa 2 kg CO₂eq per lo scenario con segheria, e 3,45 kg CO₂eq per quello senza segheria.


Metodologia e scenari
Lo standard utilizzato è stato l’ISO 14040, Environmental Product Declaration (EPD) e Product Category Rules (PCR) specifiche per imballaggi in legno. L’unità scelta per l’analisi è 1 pallet su misura in legno d'abete (~14 kg per lo scenario con segheria, ~12 kg per lo scenario senza segheria). Il sistema analizzato considera materie prime, produzione e trasporti, e 3 scenari di fine vita: 93% riciclo, 4% termovalorizzazione, 3% compostaggio.
Lo scenario con segheria interna prevede come materia prima 27,04 kg di legname tondo d’abete, con umidità al 50%, 0,227 kg chiodi, 1,4 kWh totali per segagione e assemblaggio); si considera un trasporto del legno da circa 60 km, quindi una filiera filiera corta, e si comprende il trattamento termico fitosanitario. Invece, lo scenario senza segheria, considera un set di materie prime composto da 8 kg di tavole essiccate, con umidità al 18%, 3,6 kg blocchetti agglomerati (umidità all’8%), 0,230 kg chiodi; l'energia produttiva è stata calcolata in 0,7 kWh (solo troncatura e assemblaggio); mentre per il trasporto, sono state considerate tavole provenienti da 620 km (principalmente Austria); per i blocchetti 113 km e per i chiodi 1.416 km. Il trattamento è già incluso nelle materie prime acquistate.


Acquisizione dei dati
I dati sui consumi energetici sono stati misurati direttamente da un produttore con segheria, un’azienda forestale e altre realtà produttive tramite strumentazione a bordo macchina; i dati secondari sono stati ricavati da database commerciali (per materie prime e fattori di emissione).

Contributi per fase
Estrazione e trasformazione delle materie prime sono la fase dominante, con un credito biogenico di ~18 kg CO₂eq (scenario con segheria) e ~17,7 kg CO₂eq (scenario senza segheria). Il trasporto del legno mostra una differenza significativa tra i due scenari (60 km rispetto a 620 km) ma il contributo complessivo è minimo rispetto all'impatto totale.
La produzione rivela impatti da combustibili fossili più elevati nello scenario senza segheria (3,45 kg) per via dell'essiccazione già inclusa nelle materie prime; l’assemblaggio e chiodatura generano contributi minimi e simili tra i due scenari.

Carbonio biogenico
Il calcolo dipende fortemente dall'umidità del materiale: il legno fresco (50% di umidità) contiene meno carbonio per unità di massa rispetto al legno essiccato (18% di umidità); la differenza tra i due scenari è di 17,7 kg e 18,1 kg di CO₂eq, una differenza minima (~400 g) dovuta principalmente all'umidità e al ritiro/rigonfiamento del legno. Secondo lo standard EF, il 50% della massa legnosa (esclusa l'acqua) viene considerata carbonio.

Fine vita
Nel riciclo, il beneficio principale è dato dal mantenimento del carbonio stoccato in nuovi prodotti (es. pannelli truciolari); nella termovalorizzazione, il credito ambientale è riferito all’energia elettrica prodotta; nel compostaggio, lo scenario è intermedio tra i due precedenti.

Parità sostanziale
I due scenari produttivi mostrano impatti complessivi molto simili; la scelta dipende più da fattori logistici e organizzativi che ambientali. I fattori caratterizzanti sono l’essiccazione, che rappresenta la differenza più significativa in termini di emissioni da combustibili fossili (+~1 kg CO₂eq); seguono i trasporti che, pur con chilometraggi molto diversi, danno un impatto marginale rispetto al totale. La certificazione forestale è fondamentale per garantire la neutralità carbonica del materiale legnoso.

Limiti dello studio e sviluppi futuri
Per mancanza di dati tracciabili, la fase d’uso del pallet non è stata analizzata. Il campione è ad oggi limitato e 3-5 aziende coinvolte, e non è ancora statisticamente significativo; le distanze di trasporto sono dati medi forniti dalle aziende, e potenzialmente non sono rappresentativi del settore nazionale.
Costruita l’ossatura portante dello studio, la fase successiva prevede un uno strumento che permetta a ciascuna azienda di calcolare l'LCA del proprio prodotto inserendo parametri specifici (dimensioni, umidità, distanze, processi). Un ulteriore sviluppo è nell’ampliamento del campione, per avere una raccolta dati da più aziende e risultati statisticamente più significativi. Questa fase iniziale dello studio prelude a una personalizzazione aziendale, con la possibilità per le singole aziende di sviluppare LCA su misura per i propri processi produttivi.
Un’altra ricaduta importante è nella creazione di linee guida per la filiera italiana degli imballaggi. L’importanza di questo studio è primariamente nella funzione di ‘anti-greenwashing’: lo strumento fornisce basi scientifiche trasparenti per comunicazioni ambientali verificabili e può supportare richieste di etichettatura ambientale di tipo III 443 (certificazione EPD). È possibile anche comparare pallet in legno con alternative (es. pallet EPAL) su basi metodologiche comuni. Lo studio sarà presentato al congresso FEFPEB in Svezia, a fine settembre prossimo, mentre in parallelo l’Università di Firenze proseguirà lo sviluppo dello strumento parametrico.