Il settore idrico è tradizionalmente energivoro: depurare acque reflue e gestire i fanghi derivanti dal trattamento richiede consumi elettrici e termici significativi. CAP Evolution, la società di Gruppo CAP attiva nei settori waste, wastewater ed energy, ha scelto di ribaltare questa logica, trasformando i depuratori in vere e proprie bioraffinerie urbane capaci di produrre l'energia che consumano, e in alcuni casi anche di più. Il modello punta a integrare acqua, materia ed energia all'interno dello stesso sistema industriale, valorizzando sottoprodotti e superfici disponibili per ridurre i consumi, aumentare l'autoproduzione e generare nuove opportunità per il territorio. Un approccio che nasce dai numeri di un servizio che serve 154 Comuni e quasi 2,4 milioni di abitanti attraverso 40 impianti di depurazione. La strategia poggia su tre leve integrate: fotovoltaico e agrivoltaico, valorizzazione energetica di fanghi e rifiuti liquidi, interconnessione con le reti di teleriscaldamento locali.
Impianto di Robecco sul Naviglio (MI)
FOTOVOLTAICO E AGRIVOLTAICO SUGLI ASSET ESISTENTI
Il primo ambito di intervento riguarda la valorizzazione delle superfici già disponibili negli asset del servizio idrico, trasformandole in siti di produzione energetica senza ulteriore consumo di suolo. A Robecco sul Naviglio è stato realizzato il primo sistema agrivoltaico del gruppo, con un investimento di 850mila euro: un impianto fotovoltaico da 131 kWp sulle superfici impermeabili del depuratore e un impianto agrivoltaico biassiale da 238 kWp su terreni agricoli adiacenti, per una produzione complessiva di oltre 510.000 kWh l'anno, pari al 14% del fabbisogno del depuratore.
Impianto di Assago (MI)
Ad Assago un nuovo impianto da 4 MWp, abbinato a interventi di Nature-based Solutions per la resilienza territoriale, coprirà fino al 50% dei consumi del depuratore locale. Il piano complessivo prevede 50 milioni di euro per arrivare a 70 GWh di energia fotovoltaica e agrivoltaica prodotta.
Infine, valorizzando la partnership pubblico-privato, CAP ha avviato con A2A Calore e Servizi un accordo per realizzare 10 impianti fotovoltaici presso le vasche volano, preservando quindi suolo, con un investimento di circa 11 milioni di euro e una produzione stimata di 7 GWh annui.
DA SCARTO A RISORSA: BIOGAS E RIFIUTI LIQUIDI
La seconda leva riguarda il trattamento dei rifiuti liquidi e agroalimentari, sempre più strategico nelle aree ad alta densità produttiva. A Robecco la capacità di ricezione è passata da 4.800 a 27.000 tonnellate annue, con un aumento della produttività energetica dell'impianto dal 6% al 10%. A Rozzano una nuova piattaforma da 3,6 milioni di euro ha portato la capacità di ricezione fino a 107.000 tonnellate l'anno tra rifiuti liquidi non pericolosi e rifiuti alimentari confezionati, incrementando la produzione di biogas destinato all'autoconsumo. Viene così integrato in un unico polo industriale il trattamento di rifiuti e di acque reflue.
INTERCONNESSIONE CON IL TELERISCALDAMENTO
La terza leva collega direttamente gli impianti di depurazione alle reti energetiche del territorio. A Rozzano, il depuratore è stato interconnesso elettricamente e termicamente con la centrale di teleriscaldamento locale: la rete fornisce energia elettrica e calore per stabilizzare i digestori, mentre il calore generato dalla combustione del biogas viene immesso nella rete comunale come quota rinnovabile, con ulteriori 9.000 MWh annui attesi dal recupero termico tramite pompe di calore.
Impianto di Peschiera Borromeo (MI)
A Peschiera Borromeo, invece, è stato completato il primo impianto italiano di teleriscaldamento e teleraffrescamento alimentato interamente da biogas da fanghi di depurazione. Con un investimento di 3 milioni di euro, finanziato per due terzi da fondi PNRR, il nuovo hub energetico può contare su una produzione di circa 1 GWh termico e 585 MWh frigorifero, una riduzione di 2.800 tonnellate di CO2 l'anno e un risparmio sui costi di climatizzazione tra il 15% e il 20% per le utenze collegate, tra cui siti commerciali e condomini limitrofi.
UN MODELLO REPLICABILE PER LE IMPRESE
Per sustainability, water ed energy manager, il caso CAP Evolution offre indicazioni operative concrete: l'integrazione tra depurazione, gestione rifiuti e produzione energetica riduce i costi di smaltimento e approvvigionamento, genera Garanzie di Origine e credibilità verso gli obiettivi ESG, e apre a modelli di cooperazione pubblico-privato replicabili in altri contesti industriali e commerciali. La Direttiva UE 2024/3019 sulle acque reflue urbane, che impone soglie crescenti di energia rinnovabile ai gestori del servizio idrico, rende questo approccio non più opzionale ma una condizione di competitività per l'intero settore, e un riferimento utile per chi deve pianificare oggi la propria transizione energetica. La trasformazione energetica degli impianti di CAP Evolution dimostra come il servizio idrico possa evolvere da attività essenziale a piattaforma industriale della transizione ecologica, capace di connettere gestione dell'acqua, produzione energetica e sviluppo sostenibile dei territori.






