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Imballaggi

Seda, PFAS e PPWR / Sicurezza e shelf life al centro della R&D

Il gruppo di Arzano racconta come affronta i limiti imposto dal nuovo scenario PPWR

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Seda International Group

Il PPWR impone dal 12 agosto 2026 limiti precisi di concentrazione PFAS per gli imballaggi alimentari, ma la normativa non distingue tra sostanze aggiunte intenzionalmente e contaminanti non intenzionali (NIAS). Lo sottolinea Paolo Vecchione, R&D Materials and Products di Seda International Packaging Group, gruppo di Arzano specializzato in packaging carta per food e dairy, con 13 stabilimenti tra Europa e Stati Uniti.
Seda ha escluso PFOA e PFOS dai propri processi già dal 2004, ben prima dell'agenda normativa europea. L'azienda garantisce ai clienti l'assenza di utilizzo intenzionale e conduce analisi in laboratori accreditati: i monitoraggi mostrano un fluoro totale sempre inferiore alla soglia di 50 ppm indicata dalla Commission Notice del 5 giugno 2026, prima verifica di conformità.
Accanto al tema PFAS, il PPWR sollecita anche prestazioni di shelf life per imballaggi cellulosici. Vecchione spiega come rivestimenti polimerici, strutture multistrato con EVOH e tecnologie di protezione della costa del cartoncino permettano oggi shelf life fino a 3-4 mesi per prodotti liquidi e 12 mesi per prodotti secchi, ampliando le applicazioni oltre il dairy verso piatti pronti e prodotti reidratabili.
Resta aperto il nodo dei costi di conformità: monitoraggi, test e responsabilità lungo la filiera restano difficili da quantificare a pochi mesi dall'entrata in vigore del Regolamento. Vecchione non si sbilancia su cifre, ma conferma che il tema riguarderà sempre più da vicino anche le aziende alimentari campane, tra grandi player del pomodoro e caseifici. LEGGI QUI TUTTO L'ARTICOLO, sul numero 75 di COM.PACK, all'interno dello speciale dedicato alla regione Campania: Pagina 69Pagina 69