COM.PACK.news

La rivista online sull'eco-packaging |Abbònati al bimestrale

Redazione

Condividi l'articolo su:

Materiali

Legno / Sostenibilità anche sociale e territoriale

Presentati al Salone del Mobile i risultati delle misure della Struttura Commissariale Sisma 2016 che hanno triplicato l’utilizzo del legno nella ricostruzione, attivando filiere produttive locali e nuove opportunità di sviluppo

Redazione

Condividi l'articolo su:

Il più grande cantiere edile d'Europa si trova nell'Appennino centrale. Ventotto miliardi di euro di investimenti programmati, un territorio di oltre 8.000 chilometri quadrati, e una risorsa locale che copre il 70% della superficie del cratere: il bosco. Per chi opera nella filiera del legno strutturale, i numeri parlano da soli. La domanda c'è. Il quadro normativo si sta completando. La finestra temporale è aperta.

Legno bonus sisma 2016
Il dato che cambia tutto: dal 8% al 25% in pochi mesi
Prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza commissariale, che prevede una maggiorazione del 10% del contributo pubblico per chi sceglie strutture portanti in legno nella demolizione e ricostruzione di edifici privati con danni gravi (classificazione L4), la quota di progetti con strutture in legno si attestava mediamente all'8%. Dopo l'ordinanza, in pochi mesi, quella quota ha superato il 25%. È la prova che la domanda può essere orientata quando gli strumenti normativi funzionano e gli operatori della filiera sono presenti sul territorio.
Per un imprenditore del legno strutturale, significa che oltre un progetto su quattro nella ricostruzione L4 è oggi una potenziale commessa in legno. Domani potrebbero essere molti di più.


Il cratere: dimensioni, risorse e opportunità operative
Il cratere del sisma 2016 interessa quattro regioni (Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo) per una superficie complessiva di oltre 8.000 km². Il processo di ricostruzione, coordinato dalla Struttura Commissariale guidata da Guido Castelli, è il più articolato mai avviato in Italia in termini di volume finanziario e complessità tecnica.
Il legno rappresenta in quest'area la risorsa naturale locale prevalente — oltre il 70% del territorio è coperto da foreste — ma paradossalmente è rimasto per decenni quasi inutilizzato come materia prima industriale. L'Italia nel complesso utilizza poco più del 20% dell'incremento annuo delle proprie foreste, circa un terzo della media europea. In quest'area il gap è ancora più marcato.
Esiste una materia prima abbondante, sottosfruttata, a distanza ravvicinata dai cantieri. Per chi lavora nella prima e seconda trasformazione del legno strutturale, la logistica di approvvigionamento in questo territorio è un vantaggio competitivo concreto rispetto ai mercati che dipendono dall'import.

La scuola di Pieve Torina
La scuola di Pieve Torina (MC) uno dei primi edifici in legno post sisma, inaugurato a fine 2017
L'incentivo operativo: come funziona il bonus legno sisma
L'ordinanza commissariale stabilisce che nei casi di demolizione e ricostruzione totale con danni gravi (L4), chi sceglie strutture portanti in legno riceve una maggiorazione del 10% rispetto al contributo base previsto per la ricostruzione. L'incentivo si applica agli edifici privati ed è cumulabile con le altre agevolazioni del programma.
Per l'imprenditore del settore questo si traduce in un ampliamento della platea dei committenti disposti a considerare il legno strutturale come alternativa reale al cemento armato, non solo per ragioni di sostenibilità ma per convenienza economica diretta. Il proprietario di un'abitazione da ricostruire che prima avrebbe scelto il calcestruzo per abitudine o per costo percepito, oggi ha un incentivo a valutare il legno. L'operatore di filiera che si trova sul territorio, con referenze, capacità produttiva e tempi certi, è nella posizione migliore per intercettare questa domanda.

Residenziale, pubblico, industriale: tre mercati distinti
La discussione pubblica sul legno nella ricostruzione tende a concentrarsi sull'edilizia residenziale. Ma il cratere offre opportunità in tre segmenti distinti, con caratteristiche e leve decisionali diverse.

Residenziale
La demolizione e ricostruzione L4 è il segmento più direttamente incentivato dall'ordinanza. I volumi sono significativi: il cratere comprende migliaia di edifici privati in attesa di ricostruzione. Il ciclo decisionale è quello del privato, influenzabile dai professionisti locali (progettisti, direttori lavori) e dalla rapidità di cantiere, un punto di forza del legno rispetto al calcestruzzo.

Strutture pubbliche
Scuole, municipali, presidi sanitari: la ricostruzione dell'edilizia pubblica è parte integrante del programma commissariale. Il legno in questo segmento ha un vantaggio aggiuntivo rispetto al residenziale: i tempi di cantiere ridotti abbassano i costi di gestione del cantiere stesso e consentono alle amministrazioni di ripristinare i servizi in tempi più rapidi. L'argomento sismico è poi dirimente: strutture in legno ingegnerizzato (CLT, X-lam, telaio) hanno prestazioni antisismiche documentate e riconosciute, un elemento centrale nella comunicazione verso le stazioni appaltanti pubbliche.

Edifici industriali e logistici
Questo è il segmento meno discusso e potenzialmente il più interessante in termini di volumi e marginalità. L'area del cratere è oggetto di politiche di reindustrializzazione e sviluppo economico legate al programma NextAppennino e alle misure di attrazione degli investimenti nelle aree interne. Il Senatore Giorgio Salvitti ha citato l'estensione della ZES (Zona Economica Speciale) a parti dei territori di Umbria e Marche come strumento attivo. Capannoni, magazzini logistici, strutture produttive in legno lamellare o ibrido legno-acciaio sono soluzioni competitive sul costo a metro quadro, con tempi di costruzione notevolmente inferiori al calcestruzzo, e con vantaggi energetici documentati in fase di esercizio. Per un'area che deve attrarre investimenti produttivi, la rapidità di realizzazione degli immobili è un argomento vendibile agli investitori.


La filiera corta come leva competitiva: il caso Laga Legno
L'imprenditore Stefano Panichi ha annunciato l'apertura di un nuovo impianto di trasformazione ad Ascoli Piceno con una capacità produttiva di 15.000 tonnellate l'anno di legno. È il segnale più concreto di quello che sta accadendo sul territorio: l'attivazione di una filiera locale che trasforma la materia prima forestale dell'Appennino in prodotto per l'edilizia.
Per gli operatori del legno strutturale, questo tipo di insediamento produttivo è un riferimento e un precedente. Chi produce travi lamellari, pannelli CLT, X-lam, o chi lavora nella prefabbricazione leggera in legno ha oggi un contesto normativo e di mercato favorevole per valutare investimenti in quest'area, beneficiando della materia prima locale, degli incentivi per le aree interne e della domanda strutturale della ricostruzione.

Il quadro istituzionale: chi sono gli interlocutori
Per operare nel Cratere, è utile conoscere la mappa degli attori istituzionali con cui la filiera si interfaccia.
La Struttura Commissariale Sisma 2016, guidata da Guido Castelli, è il soggetto che emette le ordinanze e gestisce il programma di ricostruzione. È l'interlocutore primario per tutto ciò che riguarda le regole del contributo pubblico e gli incentivi specifici per il legno. (nella foto sopra, da sinistra Carlo Piemonte, Guido Castelli, Claudio Feltrin)

Da sinistra Piemonte, Castelli e Feltrin
FederlegnoArredo con Assolegno è l'associazione di riferimento della filiera. Il presidente di Assolegno, Claudio Giust, ha confermato l'avvio di iniziative specifiche per la filiera corta e la riduzione della dipendenza dall'import. FederlegnoArredo coordina il gruppo di lavoro per la "valorizzazione dei prodotti legnosi nazionali e per lo sviluppo del sistema foresta–legno–edilizia" istituito dal MASAF (Ministero dell'Agricoltura), di prossima convocazione.

Bonus sisma 2016 FLA e assolegno
Il Cluster Italia Foresta Legno, presieduto da Alessandra Stefani, è l'organismo di raccordo tra i soggetti della filiera foresta-legno a livello nazionale, con un ruolo nella Strategia Forestale Nazionale.
La Fondazione Symbola ha svolto un ruolo di anticipazione e promozione del progetto di gestione forestale sostenibile nell'area del cratere, con particolare attenzione al patrimonio forestale dei comuni e all'associazionismo fondiario.

Prossime azioni

  1. Mappare il territorio. I Comuni del Cratere sono consultabili pubblicamente attraverso i siti della Struttura Commissariale. Identificare i Comuni con il maggior numero di pratiche L4 aperte e la presenza di copertura forestale è il punto di partenza per scegliere correttamente sugli esempi di altre imprese cosa e come costruire in legno pe rla propria azienda.
  2. Presidiare i professionisti locali. La scelta del sistema costruttivo in molti casi avviene su indicazione del progettista o del direttore lavori. Formare e informare i professionisti dell'area (ingegneri, architetti, geometri) sui sistemi in legno strutturale, sulle prestazioni antisismiche e sui requisiti per accedere al bonus.
  3. Agganciarsi al sistema istituzionale. Partecipare ai tavoli di Assolegno e del Cluster Italia Foresta Legno, seguire l'iter del gruppo di lavoro MASAF, e instaurare rapporti con la Struttura Commissariale sono azioni che posizionano l'azienda come interlocutore riconosciuto, con accesso anticipato alle informazioni sulle prossime ordinanze e misure.
    Il Cratere del sisma 2016 non è solo un'emergenza da gestire. È il più grande laboratorio pubblico di edilizia in legno mai aperto in Italia.