Nel corso della Paper Week, Comieco ha organizzato presso il Bite (Barilla Innovation and Technology Experience) di Barilla lo scorso 14 aprile il convegno “Materiali emergenti per il packaging e prodotti monouso”, dedicato all’evoluzione del packaging cellulosico alla luce delle trasformazioni normative, industriali e di mercato in atto.
Il Regolamento europeo PPWR (Reg. UE 2025/40) impone obiettivi ambiziosi: riduzione del 15% dei rifiuti entro il 2040, riciclabilità certificata su tre livelli, limite del 5% in peso per i componenti non cellulosici negli imballaggi compositi, divieto di monouso polimerico.
Il packaging cellulosico risponde a molti di questi requisiti: è da fonte rinnovabile, riciclabile e adatto a soluzioni monomateriale. La ricerca del Politecnico di Milano (condotta da Andrea Marinelli, Marco Arioli e Barbara Del Curto del **Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica "Giulio Natta", **in collaborazione con Comieco) ha mappato 139 casi studio da 123 aziende europee, registrando una crescita significativa di soluzioni innovative tra il 2020 e il 2024.
I limiti del packaging cellulosico
Garantire barriera all'ossigeno, ai grassi e al vapore acqueo rimane la sfida tecnica principale. Come sottolineato dall'ing. Giuseppe Tagliaferri di Burgo Group S.p.A., le criticità nel riciclo riguardano la spappolabilità, compromessa da film idrorepellenti e resistenza all'umidità. Riutilizzata più volte, la fibra riciclata si accorcia e perde caratteristiche meccaniche. Un ulteriore rischio, emerso nell'ambito della Comieco Factory, è l'over-barrier: l'uso di più materiale funzionalizzante del necessario. Come evidenziato dall'ing. Luca Simoncini e dall'ing. Mauro Profaizer di Ghelfi Ondulati S.p.A., questo disallineamento ostacola l'adozione di materiali ottimizzati.
Vantaggi e vincoli per produttori e utilizzatori
Per i brand owner e i converter, i vantaggi sono crescenti: conformità anticipata al PPWR e sconti del 40-60% sul Contributo Ambientale Conai per imballaggi certificati Aticelca 501. I vincoli riguardano macchinabilità e costi. Come rileva l'ing. Marco Buchignani di Lucense e Centro Qualità Carta, i rivestimenti innovativi mostrano criticità economiche più che prestazionali. Adattare linee esistenti è preferibile a nuovi investimenti, ma richiede collaborazione tra formulatori e trasformatori. Tra le soluzioni più promettenti, i coating inorganici di Qwarzo spa (illustrati dall'ing. Luca Panzeri e dalla dott.ssa Claudia Dilonardo) con grammature a secco di 3 g/m² restano sotto la soglia del 5% di componente non cellulosica. Il limite è la fragilità per strutture con pieghe.
Sfide per chi differenzia e ricicla
Per gli operatori del riciclo, la crescita di coating innovativi potrebbe richiedere adattamenti impiantistici. Rilevante anche il tema microplastiche: l'azione del pulper potrebbe frammentare rivestimenti sottili eludendo i sistemi di filtrazione. Aticelca ha avviato nel 2024 un progetto sulla riciclabilità di carte metallizzate, che segue uno studio del 2023 condotto con Innovhub e Lucense. La chiarezza dell'etichettatura, imposta dal PPWR, sarà determinante per garantire flussi corretti e qualità della materia prima seconda. La direzione è tracciata: il packaging cellulosico può essere la risposta strutturale al PPWR, a condizione che innovazione, normativa e logiche di investimento siano costruite con anticipo e collaborazione lungo tutta la filiera.






