La GDO italiana ha chiuso il 2024 con un fatturato vicino ai 110 miliardi e una crescita del 4,3%. L’Osservatorio 2026 di Mediobanca fotografa margini compressi: Ebit margin al 2,5%, contro il 7,2% dell’industria di marca.
La struttura dei costi
Il personale assorbe il 12,5% delle vendite, l’energia l’1,9%. Logistica e trasporti valgono il 3,1%: una voce che muta radicalmente se si elimina il peso degli acquisti merci dal conto economico.
Il peso reale della logistica
Tolte le merci acquistate, nei costi operativi residui sfiorano la logistica supera il 12% del fatturato. In questa struttura 'ridotta', la movmentazione diventa una delle leve più incisive sulla redditività. Non presidiarla significa cedere valore ai concorrenti.
I discount insegnano
Con Ebit margin al 5,1% e ROI al 16,6% (contro il 2,1% e 5,6% dei supermercati), i discount provano che una supply chain snella paga. Layout semplificato, alta rotazione e processi standardizzati: un modello che l’industria di marca deve saper leggere.
Controllare per crescere
Le prime sette insegne controllano il 71% del mercato: non c’è più spazio per inefficienze. Chi non presidia magazzino, trasporti e logistica inversa erode margini già sotto pressione. L’Ebitda e la capacità di investire dipendono da una supply chain efficiente.
Fonte: Osservatorio sulla GDO alimentare italiana e i maggiori operatori stranieri, Ed. 2026 — Area Studi Mediobanca






