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Automazione

ASAP / Servitizzazione: misurare 'conta', se no i vantaggi restano nel cassetto

La servitizzazione genera benefici ambientali misurabili. Il Centro ASAP presenta il 7 maggio a Brescia i risultati della Community Research 2025: driver di valore ambientale, manutenzione predittiva e monitoraggio remoto al centro del dibattito tra industria e accademia

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ASAP servitization & green

Quante volte avete sentito parlare di soluzioni product-service che "riducono l'impronta ambientale" senza che nessuno sapesse quantificarne l'effettivo impatto? È il paradosso che il Centro Interuniversitario ASAP ha deciso di affrontare di petto nella sua Community Research 2025. La transizione verso modelli di servitizzazione, (ovvero dall'offerta del solo prodotto a soluzioni integrate che includono manutenzione, monitoraggio e gestione del ciclo di vita) ha ridisegnato il manifatturiero. Ma il legame tra questi servizi e la sostenibilità ambientale reale è rimasto finora nel limbo delle dichiarazioni di principio, privo di metriche condivise e verificabili.

ASAP servitizzazione e green
L'evento del 7 maggio a Brescia
I risultati della Community Research 2025 vengono presentati nell'evento Servitizzazione e sostenibilità ambientale: dalla teoria alla pratica, che si tiene il 7 maggio 2026 pomeriggio presso l'Aula Consiliare di Ingegneria, Università degli Studi di Brescia, via Branze 38. L'incontro alterna sessioni accademiche e tavole rotonde con manager di aziende manifatturiere italiane di primo piano. Apre i lavori Daniela Pigosso, Full Professor of Design for Absolute Sustainability alla Technical University of Denmark (DTU), con una prospettiva internazionale sulla sostenibilità assoluta. Per iscrizioni qui
ASAP servitizzazione e green

Gli EVD: meccanismi causali per l'impatto ecologico
La risposta di ASAP si chiama Environmental Value Driver (EVD): meccanismi causali che traducono l'azione di un servizio in un impatto ecologico concreto e misurabile. I ricercatori dell'università di Brescia, Bergamo, Firenze e del Piemonte Orientale hanno mappato ogni tipologia di servizio associandola al driver ambientale che attiva, e ottenendo una matrice inedita, strumento operativo per progettisti di software industriale, IT manager e responsabili manutenzione che intendono passare da promesse a KPI.
Per i professionisti tecnici questo significa avere finalmente un framework strutturato a cui agganciare le proprie architetture IoT, i sistemi di field service management e i moduli di analisi predittiva. Non più intuizioni: dati.

Dove vive l'impatto: la fase di utilizzo
La ricerca indica con chiarezza che l'impatto ambientale si concentra prevalentemente nella fase operativa del prodotto, quella più lunga del ciclo di vita. Sono dunque i servizi di manutenzione preventiva, monitoraggio remoto e assistenza digitale i veri abilitatori della sostenibilità: incidono sull'efficienza energetica, sull'estensione della vita utile e sulla riduzione di guasti ed emissioni. Per chi progetta piattaforme di remote monitoring o algoritmi di manutenzione predittiva, è una conferma che investire in quella direzione porta benefici ambientali documentabili e quindi valorizzabili anche nella relazione con il cliente finale e nelle rendicontazioni ESG.

ASAP servitizzazione e green
Progettazione e fine vita: terreno ancora inesplorato
Meno battuto, ma ricco di opportunità, è invece il terreno della progettazione per il disassemblaggio e del recupero a fine vita. Le aziende analizzate mostrano ancora lacune nella selezione di materiali riciclabili e nella definizione di architetture che facilitino il recupero di componenti. Per i direttori tecnici di stabilimento e gli ingegneri di processo, questa evidenza suggerisce dove concentrare i prossimi cicli di redesign: circolarità di prodotto e servitizzazione possono e devono integrarsi già nella fase di pre-design.

ASAP servitizzazione e green
Il nodo della misurazione: pochi KPI, troppa percezione
Il tallone d'Achille emerso con più forza dalla ricerca è la misurazione. Sebbene la coppia digitalizzazione-servizi sia una priorità dichiarata, pochissime imprese tracciano gli effetti ambientali attraverso metriche oggettive: la valutazione resta legata a percezioni aziendali. "Se il beneficio ambientale non viene misurato, non può essere valorizzato né internamente né nella relazione con il cliente", avvertono i ricercatori ASAP. La matrice degli EVD nasce proprio per colmare questo gap: fornire alle imprese la struttura analitica per passare da dichiarazioni a piani d'azione dotati di indicatori verificabili.
Per gli IT manager, l'implicazione è diretta: occorre integrare nei sistemi di field service management e nelle piattaforme IoT dei moduli di raccolta dati specificamente progettati per calcolare l'impronta ambientale dei servizi erogati (consumo energetico evitato, estensione della vita utile, emissioni risparmiate). Il dato non esiste se non viene catturato attarverso la progettazione.

I relatori industriali del convegno del 7 maggio

Paolo Mauri, Servitization Manager – Angelo Po
Federica Troncon, Service Design & Go-to-Market – Carel
Davide Gamba, Digital Business Innovation Partner – Gewiss
Matteo Mutti, Chief Sales – Itema
Ilia Terlizzi, Head of Service Planning, PMO & HSEQ – Ricoh
Stefano Butti, Co-founder and CEO – Servitly
Juri Romito, Service Marketing & Business Development – Socomec
Francesca Simoncelli, Quality, HSE, Facility & Sustainability Manager – Toyota Material Handling
Alessandro Piubelli, General Manager BU Service & Aftersales – Turboden
Marco Camagni, Service & Sales Innovation Manager – United Machining Solutions

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